Il gruppo di famiglie alcune complete, altre solo madri o solo padri, una partenza importante per noi adolescenti di circa quindicenni e diciottenni, diretti in una diversa località per una gita importante, proposta da un’Agenzia tipicamente culturale, elogiando il nostro prossimo percorso la direttora d’agenzia. Dette diversi depliant da distribuire a tutti i partecipanti alla Gita il suo atteggiamento di donna pronta ad affrontare un’assenza di cinque giorni da casa per seguire noi. Per il nostro gruppo la gita era un ‘occasione per essere qualche giorno spensierate dallo studio.”Visita alla bella città di Ravenna”. Punto d’incontro, tra il realismo nell’arte romana e le nuove espressioni di quella bizantina, Ravenna è uno dei più straordinari centri d’arte del nostro lungo stivale. L’ambiente cittadino è tutto intessuto di architetture ornate di mosaici e sculture, create, tutte nel breve spazio di un tempo trascorso tra i primi decenni (del V e la metà del AVI sec.), tutte in quel breve perimetro della città o appena fuori dalle sue mura. Il battistero degli Ariani (493-526) trasformato in oratorio di Santa Maria in Cosmedin, piccola costruzione a pianta ottagonale. Della decorazione a mosaico è rimasta solo quella che ha la caratteristica di essere in tessere di marmo e non di pasta vetro, come altrove è raffigurato, al centro, il Battesimo di Gesù nel Giordano con attorno, a raggiera i dodici Apostoli. Battistero Neoniano o degli Ortodossi (451-460). La costruzione terminata sotto il vescovo Neone, dal quale deriva il nome, è a pianta ottagonale con quattro absidi sui lati alterni, attualmente il piano pavimentale è tre metri sopra a quello originale e soffoca lo spazio chiuso. Si notano gli splendidi mosaici della cupola che raffigurano, al centro, Battesimo di Cristo, nella fascia sotto gli apostoli e, verso il basso,troni disegni ornamentali e Vangeli. In punta di piedi entriamo nella Biblioteca Classense. Ha sede nell’ex Monastero Camaldolese di Classe, è tra le maggiori e più importanti d’Italia e raccoglie oltre a manoscritti e incunaboli circa trecentomila volumi tra cui il De Oratore di Cicerone. Bellissima scultura di Tullio Lombardo detto Guidarello Guidarelli, il cavaliere in vita, non fu certo fra i più famosi ma doveva,da morto diventare il più amato. La sua statua, scolpita nel 1525, richiama infatti, da tutte le parti del mondo, uno stuolo di visitatrici che gli manifestano con fiori e baci la loro ammirazione mia anima presso la Galleria dell’Accademia, di Ravenna. Galla Placida, Reggente dell’Impero d’occidente, fece erigere questo monumento funebre nel 425-426 per onorare la memoria del secondo marito, Costanzo III, e del fratello Onorio i cui sarcofaghi mirabilmente scolpiti, sono sistemati nei bracci laterali. Un terzo sarcofago senza alcun fregio, al centro, doveva essere destinato a Galla Placida stessa, ma rimase vuoto perché l’imperatrice fu sepolta a Roma, dove morì. Gli stupendi mosaici a brillanti colori, che ricoprono l’interno, sono perfettamente armonizzati con le sobrie e pure linee, delle volte e della cupola. Il progetto dell’intera opera è sicuramente di un solo grande artista, che si avvale di altri solo per la realizzazione. Fregio decorativo, disegni ornamentali incorniciano le raffigurazioni che ricoprono tutto l’interno: festoni di frutta, stelle dorate su fondo azzurro, nastri e fiori. Un motivo a greca che acquista rilievo dalle sfumature dei colori e si stacca dalla parete in un’audace visione di scorcio. La visione dell’interno è un poco danneggiato dalla riduzione dello spazio causata dal pavimento rialzato. Sopra uno zoccolo di lastre di marmo giallo di Siena affiorano, nella magica luce che filtra attraverso le lastre di alabastro delle finestre, i stupefacenti mosaici. La parete sopra il sarcofago di Galla Placida, dove è raffigurato San Lorenzo, con la croce e il libro della Legge, la graticola,simbolo del martirio del Santo. E lo stipo con i quattro Vangeli dei quali Lorenzo, come dicono, era custode. Chiesa dello Spirito santo ( V sec. Antica cattedrale Ariana dedicata a San Teodoro,eretta ai tempi di Teodorico in opposizione alla basilica Ursiana, ortodossa. Rifatta nel XVI, fu restaurata recentemente. All’interno, con belle colonne ornate di eleganti capitelli,un notevole ambone di marmo greco del AVI secolo. Duomo (1743), Eretto dov’era l’antica Basilica Ursiana fondata dal vescovo Orso nel V sec.,ha grande facciata barocca, preceduta dal portico a tre arcate. All’interno,con belle colonne ornate di eleganti capitelli, un notevole ambone marmoreo marmo greco del (VI sec.) con figurazioni interessanti. Ci aspettava una scorpacciata d’arte antica, Visitammo Sant’Apollinare nuovo, l’interno della chiesa è interamente rivestita di mosaici. Sulla parete sinistra della navata centrale, dove si ravvisa rappresentata l’arrivo dei tre Re Magi, Baldassarre, Melchiorre e Gaspare con i tradizionali doni che, guidati dalla cometa senza coda, in un paesaggio orientaleggiante, si affrettano verso la Madonna col Bambino. I tre visi potrebbero rappresentare le tre età dell’uomo: giovinezza, maturità e vecchiaia. La galleria dell’Accademia, raccoglie numerose opere d’arte, soprattutto riferite a pittori romaglioli: N.Rondinelli, E.Longhi, S.Mazzoni, Lorenzo Monaco, Antonio Vivarini, Guercino. Tra le sculture, la più famosa è di certo la statua sepolcrale di Guidarello Guidarelli. Inoltre la sezione contemporanea. Il Mausoleo di Galla Placida inizio V sec. Edificio a croce latina in laterizi,ornato di archetti ciechi. Lo zoccolo del monumento è interrato causa abbassamento del terreno di circa un metro e mezzo e tutto questo danneggia sia la visione esterna sia quella interna, rivestito di mosaici policromi di stupefacente bellezza. Il Museo ha sede nel palazzo Arcivescovile, del ( V-VI) ,ricco di statue,
Iscrizioni, capitelli, transenne, pavimenti, a mosaico. Abbiamo visitato anche la Cattedra di Massimiliano, splendido lavoro alessandrino di avorio del ( VI sec.) e la Croce astile, detta del Vescovo Agnello, opera dell’XI, i cui bracci sono formati da tondi con i ritratti dei primi vescovi di Ravenna e, al centro è raffigurato Gesù che esce dal sepolcro. ll Duomo del 1743, eretto dov’era l’Antica Basilica Uriana, fondata dal vescovo Orso nel(V sec.), la grande facciata, noi incantati seguivamo quasi sognando la nostra guida dalla parlantina perfetta, nella enunciazione dei tesori, che la chiesa racchiude. Il Battistero Neoniano o degli Ortodossi (451-460). La costruzione, terminata sotto il vescovo Neone, dal quale deriva il nome, è a pianta ottagonale, con quattro absidi sui lati alterni. All’interno, il piano pavimentale attuale è tre metri sopra quello originale e soffoca lo spazio chiuso. Si notano gli splendidi mosaici della cupola che raffigurano, al centro,Battesimo di Cristo nella fascia sotto gli apostoli e, verso il basso, troni, disegni ornamentali e Vangeli. Non stanchi ci avviammo verso la Biblioteca Cassense, che ha sede nell’ex Monastero Camaldolese di Classe, è tra le maggiori e più importanti d’Italia e raccoglie, oltre manoscritti e incunaboli, circa trecentomila volumi fra cui il De Oratore di Cicerone. Mentre nella cappella del Sacramento, notiamo affreschi di Guido Reni e, nella sacrestia dipinti del Palmezzano. Sulla sinistra della chiesa, si alza il campanile cilindrico del IX –X sec..Dal museo si passa all’oratorio di S.Andrea, eretti fra il (494 e il 519). L’atrio con volta a botte, ha un mosaico con fiori e uccelli. Nella cappella, rivestita di marmo sino all’imposta delle volti, tutto il resto è a mosaico,con tondi di Santi e Apostoli, nei sottarchi e quattro angeli che, sulla volta, reggono il monogramma di Cristo alternandosi ai simboli degli Evangelisti. Nelle lunette Laterali, affreschi di L. Longhi. Il museo Nazionale di Antichità ha sede nell’ex Monastero Benedettino, presso S. Vitale, e raccoglie, oltre a stele, frammenti, rilievi e transenne, anche monete vetri, ceramiche, icone bizantine e copte. L’elegante Palazzetto veneto del XV sec. attira la nostra attenzione, Elegante edificio con portico a colonne e capitelli del VI di cui quattro col monogramma di Teodorico, e belle bifore al primo piano. Una sosta, per un fugace pasto, ci aspetta sono le 13,00 e il nostro stomaco borbotta come una pentola in cucina. Dopo la sosta e le forze ritemprate, si continua il nostro percorso Palazzo Calchi (IXsec). Chiamato anche Palazzo di Teodoro, benché sia provato che quando si trovava dietro la Basilica di S. Apollinare Nuovo, è un edificio in cotto, di cui rimane poco più di un fronte che pare fossero la facciata della chiesa di San Salvatore Maggiore. Ancora molti i luoghi da visitare a Ravenna si sceglie il Palazzo Comunale XV sec. Modificati (nel XVI) con l’aggiunta della merlatura e delle decorazioni attorno alle finestre, restaurate nel secolo scorso. Sant’Agata Maggiore del V sc. Restaurata nel XV secolo, ha semplice la facciata, con portale e protiro rinascimentali, il campanile cilindrico è stato ultimato nel XVI. All’interno della chiesa, per rimediare all’abbassamento del pavimento, furono rialzate le colonnine, riducendo l’altezza delle pareti laterali della navata centrale. Abbiamo notato il curioso ambone ricavato dal rocchio di una larghissima colonna e il paliotto dell’Altare maggiore ricavato da un pluteo del ( VI sec.). Per il giorno dopo è programmata una visita a Sant’ Apollinare nuovo (inizio del AVI sec.) costruito da Teodoro e destinata al culto Ariano, fu consacrata al culto cattolico sotto l’arcivescovo Agnello verso la metà del (VI sec.) all’interno, colonne di marmo con capitello e pulvino; soffitto a cassettoni dorati del XVII,pavimento rialzato nel XVI. Le pareti della navata centrale sono coperte di mosaici,divisi in tre zone orizzontali. Le due superiori,più antiche, raffigurano scene del Nuovo testamento alternate a pannelli decorativi e sotto, tra le finestre, figure di Santi o Profeti; la fascia inferiore della seconda metà del(VI) raffigura due processioni delle Vergini; a sinistra, che vanno verso la Madonna col bambino in trono e dei Martiri, a destra, che vanno verso il Cristo in trono. Stanchi ma felici, per le tante bellezze visitate, in pullman al ritorno si parlava ancora dei luoghi e delle bellezze viste per la prima volta. Felice il rientro a casa, porteremo il nostro sapere a scuola e ne parleremo con i nostri tanti amici.
Anna Sciacovelli