Nata e sorta solo da qualche mese, la Galleria V & V, della nota scultrice Valeria Vitulli, regge il confronto con altri spazi.
Posta nel cuore della bella e antica Città di Larino, riesce a irrorare i cultori d’arte di una nuova linfa vitale, trasmettendo agli artisti la volontà di allargare il cerchio delle conoscenze e non per nulla oggi s’inaugura e occupa posto una nuova e strana mostra, la mail art, in Italiano si presuppone una leggera arte, fatta di parole, ma in realtà sono delle buste, che viaggiano e contengono disegni, sogni e creatività di artisti, che s’interessano al concetto, che l’arte deve viaggiare attraversare tutto il territorio, per poi fermarsi, farsi conoscere, ammirare, suscitare la curiosità dell’utente che facilmente si lascia affascinare dalle novità, che la vita offre ogni giorno.
Questo nuovo e inusitato messaggio, che gira il mondo, rilasciando una scia di tanti altri minutissimi messaggi, che trovano spazio e ormeggio, in una galleria d’arte, innescando una nuova ondata di curiosità in questa tranquilla cittadina.
Il perché e il per come, sono arrivate sino a Larino, queste novità pochi lo sanno, ma questa non nuova forma artistica, mette le ali ai piedi, la frenesia ti prende e vorresti volare con loro, verso altri lidi, ma non si può, si deve mettere un freno anche alla fantasia e nel frenare la stessa, riesci a elaborare nuovi progetti, senza dispendio di forze.
Un modo come un altro, per conoscere tutti, grandi e piccoli, per scoprire i vari autori di questi messaggi, che arrivano nelle gallerie attraverso una normale via postale.
Ditemi di grazia ma oggi i messaggi non arrivano via telematica o via web?
Questo è vero, ma questi sono speciali e hanno bisogno di viaggiare attraverso il territorio reale e non via web, per lasciare il segno del loro passaggio, quasi banco di prova per delle sensazioni che nascondono nel profondo del proprio animo e che sono trasmesse solo attraverso la strada della posta.
Tutto questo, mi sembra una fantastica fiaba che trova spazio solo nelle favole, che i nonni raccontano ai bambini.
Un dialogo questo, che inizia da lontano e che arriva sino a noi quasi per caso, la mostra nasce dalla volontà di due donne due artiste in simbiosi costante, la pittrice Eufrasia Cordone e la scultrice Valeria Vitulli, due galleriste, che hanno voluto accostare i due punti cardini delle loro gallerie, la scultrice, che non disegna opere fragili, come fogli di carta, la pittrice, che s’inserisce in un campo di marmo non suo, ma avendo privilegio di accostarsi in punta di piedi a un semplice procedimento innovativo qual è la scultura.
A mio avviso scarterei la parola “semplice” e mi fermerei sul contenuto reale delle opere, che parlano di puro valore artistico, sulla base delle emozioni che suscitano, per il valore pittorico, un confronto tra le diverse sensazioni del proprio vissuto, che emerge attraverso le opere stesse.
Da non sottovalutare l’intervallo trascorso tra le due guerre e il breve periodo di riflessione susseguente, che ha gettato le basi per una sensoriale emozione, sul tema della pura conoscenza artistica, per fornire temi nuovi, ai cittadini artisti, della penna e del sentire.
Anna Sciacovelli