Il vocabolo “Manna” serve a ricordare quel prodigioso alimento, che Dio mandò agli ebrei durante il periodo trascorso con Mosè nel deserto, ma anche un liquido, un unguento o una polvere, dal soave odore che un tempo si diceva provenisse dal sepolcro o dalle ossa di chi fosse morto in concetto di santità.
L’ambita reliquia di San Nicola. Le prime prove di documentarie circa l’uso di conservare in recipienti di vetro la manna di San Nicola, vanno ricercate nelle due cronache della traslazione dovute a Niceforo e all’arcidiacono Giovanni. Riferisce infatti Niceforo che, mentre i Baresi erano indaffarati intorno alla tomba nella chiesa di Myra, il sacerdote Lupo aveva tra le mani unum lecitum vitreum quem saneto farserat liquore, cioè una fiala piena di del santo liquore, Giovanni precisa che, insieme a tream ampullum,cioè insieme a una ampollina di vetro con la manna sembravano essere i più antichi contenitori dei quali ci sia giunta notizia, e che poi si continueranno ad utilizare come evince da vari scritti Si sa che il Vescovo di Amiens, Goffredo, dopo essersi fatta dare l’ampollina che si appese al collo, andò a visitare il piccolo porticciolo di San Giorgio ove gli casco di dosso e andò a finire sugli scogli senza rompersi. Si può ancora ricordare la testimonianza diell’abate Xavier Barbierde Montault il quale aveva avuto modo di ammirare presso il curato di Bellentrè (Savoia)un cofanetto del XVI secolo contenente due piccoli due piccoli recipienti di vetro uno tondo e l’altro a forma allungata entrambe le boccette erano sigillate con cera nera e recavano tracce evidenti d’un liquido essiccato una piccola etichetta recava la scritta Manna di San Nicola, quelle cinquecentesche sono ampolle di grandi dimensioni con l’effige del Santo miracoloso e spesso l’effige è attorniata da alcuni gli episodi dei miracoli,alcune avevano manico e beccuccio, per poter travasare il liquido e donarlo ai Fedeli.
La notte del 09 maggio 1087, una turba di pellegrini, e malati, piangendo e pregando intercedevano il Santo per un miracolo o una grazia si accalcò presso la corte del catapano, implorando aiuto per le loro disgrazie, guarirono tre epilettici, un sordomuto uno storpio e due bambini affetti da tumore, nel primo giorno circa 29 persone furono guarite dai loro mali e così per circa cinque giorni.
La manna di San Nicola, resta nel cuore dei baresi,il popolo per ogni pestilenza o tragedia si rivolge e intercede il Patrono di Bari, SanNicola da Myra.
Anna Sciacovelli