Berlino 19 dicembre 1933, da tre giorni nevicava tediosamente, le strade affollate, erano cosparse di Ghirlande multicolori, che pendevano dagli alti abeti decorati. Il Terzo Reich si preparava a festeggiare il suo primo Natale. In questa vigilia di festa, solo un uomo si attardava ancora nel suo ufficio. Piccolo con le spalle cadenti e strette, fissava con lo sguardo cinico e freddo, un foglio bianco che aveva davanti. Con un gesto nervoso Himmler si tolse gli occhiali rotondi e si massaggiò il naso distrattamente, dove la montatura d’acciaio aveva lasciato dei segni rossi. Il Reichsfuhrer SS Heinrich Himmler, era preoccupato. Il messaggio che il 1° gennaio doveva rivolgere al popolo tedesco, era per lui di estrema importanza. Il regime nazionalsocialista era al potere da poco tempo, ma già intorno al Fuhrer si stava scatenando una corsa e nello stesso tempo una lotta intestina, per accaparrarsi una fetta di potere, tra le più alte cariche dello Stato. Himmler era oltremodo cosciente che non doveva perdere tempo per affermare e consolidare sempre più la personale posizione. Privo di un’intelligenza eccellente e con un intuito non certo brillante, aveva di contro una ferrea e cocciuta ostinazione, al servizio della sua volontà di potenza. Gli sbarrava il passo verso la via del successo, l’odiato Rohm, il combattivo capo di Stato Maggiore delle prime battaglie naziste, il capo delle SA, la potente milizia composta di 3.000.000 di uomini, che in tutta la Germania costituiva la forza d’urto popolare del nazismo. Molti rossi, comunisti e socialdemocratici, ne facevano parte tanto, che era stata nominata SA Beefsteak “nera fuori e rossa dentro”. La SA era una temibile concorrente per Himmler e la sua aristocratica SS, nata per proteggere e salvaguardare il Fuhrer, era composta di appena 100.000 uomini. Dal canto suo Goering, allora ministro presidente della Prussia, era stato nominato generale da Hindenburg, appena i nazisti avevano assunto il potere, si era affrettato a mettere le mani sull’apparato poliziesco creando una polizia segreta di Stato: La Gestapo. Una mossa rapida e cautelativa la sua, perchè gli permetteva di avere una pedina personale a tutti i livelli dell’amministrazione. Himmler fremeva di rabbia, malgrado tutti i suoi sforzi e il suo irreprensibile passato di militante egli sentiva di non appartenere ancora alla cerchia eletta e ristretta degli intimi del Fuhrer. Nella gerarchia non scritta dei dirigenti del regime, il nome di Himmler figurava in una posizione sottoposta. Himmler, intendeva fare delle SS, il suo “Ordine Nero” un temibile mezzo per l’ascesa personale. Tutte le sue speranze erano riposte in loro. Un sorriso sornione illuminò lo sguardo grigio e velato del Reichs-fuher. Iniziava a scorgere la via da seguire. Egli si rendeva conto e sapeva con certezza, che nella misura in cui il nuovo Stato nazionalsocialista avesse svelato i suoi fini esoterici, si sarebbe fatto numerosi nemici, del regime e della razza tedesca, più o meno cosciente, dichiarati o occulti. Per fondare il futuro Reich millenario degli Ariani, sarebbe stata necessaria una rigorosa epurazione sia dal punto di vista intellettuale, che biologico. Chi avesse saputo assumersi questo ingrato compito, sarebbe diventato il pilastro dell’intero regime. In quel momento Heinrich Himmler decise che quell’uomo sarebbe stato lui il suo primo obiettivo sarebbe stato l’epurazione, lo smaltimento dell’enorme,plebea impura SA. Il mattino del 1°gennaio del 1934, il popolo tedesco riunito attorno agli apparecchi radio sentì il Reichsfucher dichiarare,”Uno dei nostri compiti più urgenti è quello di scoprire tutti i nemici dichiarati o nascosti del Fuhrer e del nazionalsocialismo, di combatterli e di annientarli.” Per assolvere questo compito, noi siamo pronti non solo a “versare il nostro sangue, ma anche quello degli altri”. Da quel momento il terrore fu lo strumento sistematico del potere di Himmler, la sua dottrina assoluta. Himmler come un ragno, costante, paziente ed instancabilmente, coprì la Germania di Campi di concentramento per rinchiudervi a “suo dire gli indesiderabili”. Il 30 giugno 1934, Rohm e i suoi compagni furono assassinati. La SA, i cui effettivi si erano notevolmente ridotti, dovettero lasciare la direzione dei campi nelle mani delle SS. In quel periodo i campi, riservati ai detenuti tedeschi, comuni e politici, erano ancora pochi, se si eccettua Ddacau, vicino a Monaco, il solo nato e fondato proprio da Himmler, di solito, questi campi, ospitava solo poche centinaia di prigionieri. In questi luoghi le SA avevano dato libero sfogo alla loro brutalità. La loro violenza era sanguinaria ma, per così dire artigianale; quando le SS presero in mano la situazione, iniziò il regno della crudeltà, organizzata, scientifica. Nel 1936 Himmler iniziò la messa a punto dei tre principali campi di concentramento in territorio tedesco. A sud, Dacau venne ingrandito e riorganizzato, al centro vicino a Weimar,le SS, durante l’estate 1937, posero la prima Pietra di Buchenwual, infine, a nord, fondarono vicino a Berlino Sachsenhausen. I campi minori furono collegati a questi tre grandi centri. Attorno ad essi sorsero caserme e cittadelle delle SS, che ebbero carattere permanente. Gli edifici furono costruiti con materiali resistenti: destinati a durare molto. Le SS dell’amministrazione e della sorveglianza dei campi, furono organizzate in una’unità speciale, la Totenkopf o SS dalla testa di morto, nel cui stemma era raffigurato un teschio e due tibie incrociate, ci si poteva arruolare solo per lunghi periodi. Sorse, anche Gross Rosen, Flossenburg, Ravensbruck, riservato alle donne Neuengamme, e infine, dopo l’Anscluss, Mauthausen, in Austria. Himmler da Berlino sorvegliava attentamente i lavori, appena aveva un attimo di tempo libero, si recava di persona sul posto per un controllo diretto. I prigionieri costruivano con le proprie mani le loro prigioni. Un ex prigioniero di Buchenwald racconta, che si lavorava per ben quattordici ore il giorno e anche la domenica quando si trattò di creare la rete fognante a volte si lavorava a turni sino alle tre del mattino. Avevano bisogno di spazio per imprigionare i nemici dello Stato. I meticci, gli Ebrei e i Tzigani, iniziarono ad affluire nei campi perché di “razze inferiore” erano nemici del Terzo Reich. Nel settembre del 1939 scoppia la guerra, i primi Panzer con la croce uncinata raggiunsero la città di Varsavia, dopo solo tre settimane per consegnare la Polonia al Fuhrer. Hitler contemplava felicemente la cartina geografica dell’Europa, l’Aquila nazista, si era alzata in volo. Fiero delle sue azioni e quelle della Wehrmacht, occupasse L’Europa debole e sionista, bisognava fare molto di più schiacciare la testa ai nemici del Terzo Reich, tanto che non potessero mai più alzare la testa. All’Est il Fuhrer sapeva che gli Ebrei erano molto numerosi e la popolazione molto organizzata, era vitale impedire immediatamente, che questi elementi indesiderabili corrompesse, il nobile Reich. In tutto il territorio occupato di mettere in atto le leggi razziste di Norimberga promulgate il 15 settembre 1935, che con i loro decreti aggiuntivi, privavano gli ebrei dei diritti civili, impedivano loro qualsiasi contatto carnale e il matrimonio con gli “Ariani” li escludevano da qualsiasi incarico pubblico. Hitler già immaginava di creare un gigantesco campo di detenzione concentrato solo in Polonia, le cui dimensioni avrebbero dovuto superare quelle degli altri campi già esistenti. La soluzione del problema ebraico ebbe un largo consenso tanto, che la popolazione delle città bombardate, ricevette gli abiti degli Ebrei sterminati. Si scopre che sin dal 1298, i tedeschi erano abituati ad una tradizione profondamente radicata della dei roghi comuni alcune incisioni in legno dell’artista Michele Wolgemuth e del suo allievo Albrecht Durer, che illustrarono il “ Liber Cronicarum”, apparso per la prima volta a Norimberga nel 1493, la prima storia del mondo, mai pubblicata mostra i roghi sui, quali furono bruciati gli ebrei, nei loro abiti di tutti i giorni e con gli occhi coperti, nel 1298 a Wurtzburg e a Rothenburg nel 1348 in tutte le regioni (omnibus regionibus) nel 1492 nelle città di Bratislava, Passau e Ratisbona. Himmler non fece altro, che seguire le orme degli antichi Imperatori. Il dado era tratto.
Anna Sciacovelli