“Dopo Petrarca il cittadino di Arquà più famoso sei tu” si sentì dire un giorno in Comune. Non per meriti letterari, ma per un’attività decisamente più moderna, legata comunque a un genere artistico.
Antonio Bonello, dagli anni Settanta fino ai primi Duemila, è stato a vario titolo (per trasmissioni Rai e Mediaset e come libero professionista) un apprezzato promoter di cantanti italiani, ma anche stranieri: come dirà nel secondo libro che prossimamente racconterà alcuni dei suoi incontri e delle iniziative sociali a cui ha dato vita, il 24 luglio 2000 riuscì a portare in Italia per un’unica tappa a Occhiobello – su un grande palco allestito lungo il Po in provincia di Rovigo – niente meno che il bluesman B.B. King.
Trasferitosi a Milano da molti anni, il suo 83° compleanno ad Arquà Petrarca sarà ricordato dagli amici, ma per lui che il 13 aprile 1942 nacque nella stessa casa di vicolo Pileo da Prata dove ha da sempre la sua residenza, è importante sentirsi ancora parte di questa comunità veneta. La sua non si può dire che sia una casa – museo, ma le pareti sono piene di foto e ricordi dei personaggi che hanno accompagnato la sua vita professionale: ci sono i quadri dipinti da Joe Sentieri e da Elisabetta Viviani (attrice e cantante la cui immagine è rimasta incollata alla canzone “Heidi”), ma soprattutto le foto di artisti che hanno fatto la storia della canzone italiana del ‘900: da Nilla Pizzi a Mina, da Dallara a Reitano, da Morandi alla Pausini, e poi Alda Merini che Antonio conobbe bene; e i tanti registi e produttori Rai e Mediaset con cui lavorò a Milano.
I suoi sono ricordi d’altri tempi, di quando i big e gli astri nascenti della canzone italiana – facendo base ad Arquà e a Monselice dove aveva un negozio di dischi – era lui a portarli a Padova e a Rovigo, ospitando a casa sua personaggi come il giornalista Mario Soldati quando venne sui Colli per un servizio Rai, o Dora Moroni quando veniva a Padova per la riabilitazione dopo il grave incidente, e tanti altri, nella stessa casa dove suo padre Luigi ospitò il poeta-soldato Gabriele D’Annunzio conosciuto nella grande guerra.
Tra i tanti artisti che Bonello fece esibire tra Padova e Monselice c’erano: Vasco Rossi, Pino Daniele, Roberto Vecchioni, Gianna Nannini, Donatella Rettore, Pierangelo Bertoli, la PFM, il Banco, Tullio De Piscopo; e alla tv ATR di Rovigo portò tra gli altri: Gianni Morandi, Riccardo Fogli, Nilla Pizzi, Romano Mussolini, Toni Dallara. Bonello insomma è un pezzo della storia della canzone italiana, dagli esordi di Sanremo al nuovo millennio.