Nella Sede dell’Associazione di Binetto “Passione Comune”, si è tenuta l’inaugurazione della mostra dell’artista Bartolina La Volsi dal titolo “Ondate di Emozioni”.
La Presidente dell’Associazione Prof. ssa Marisa Romeo, ha rivolto un saluto di benvenuto ai presenti, mentre la musica dell’autore Erik Satie, eseguita mirabilmente, dal chitarrista, maestro Donato Schena, inondava la sala dell’Associazione.
Il Sindaco dott. Delzotto Giuseppe, ha dato voce al saluto di tutta la cittadinanza ai presenti, elogiando l’artista, per la scelta della Sede.
La Prof.ssa Rosella Tirico, dirigente scolastico, scelta quale moderatrice di quest’evento, ha dato voce al proprio pensiero, sui dipinti dell’artista Li Volsi, dando la parola al critico d’arte Anna Sciacovelli, che ha esternato con garbo il suo dire:
Tra gli ingranaggi dell’anima e Ondate d’emozioni.
Parlare dell’artista, Bartolina La Volsi, non è facile, altri prima di me, hanno avuto modo di esprimere, con le loro osservazioni e parole, le diverse sfaccettature di questo prezioso e variegato Prisma, dove, emergono i riflessi dell’anima e ondate di emozioni, che trovano spazio, illuminando le sue delicate opere.
La pittura, non può essere solo colore, che colpisce all’istante, la vista, è segno grafico, foto, disegno, dialogo silente, da anima a un’altra anima, tra luce e ombre, un punto all’orizzonte, che attrae lo sguardo del semplice utente, che guarda a volte la mostra in modo distratto, altre volte con molta attenzione, nello scoprire quell’infinitesimo “quid”, che sorprende e attira lo sguardo.
L’uso del colore sulla tela bianca, è il primo passo verso la creatività, nello spazio limitato di una tela e di un respiro, inizia un miracolo, il viaggio nell’arte pittorica, momento in cui l’anima rinasce e si rinnova attraverso i diversi percorsi.
Le tele, di Bartolina Li Volsi, sono vere e proprie ondate d’emozioni, che nascono dall’umiltà, dalla sensibilità di un gesto, da un racconto interiore, che è donata agli altri con un semplice sorriso.
Sentimenti narrati, attraverso un inesausto dinamismo composito, sono colpi di luce, che sfiorano lo spazio, creando un’atmosfera da sogno.
Quasi tutte le opere esposte, in questa personale sono pervase da un’evanescente e fascinazione propria della dimensione onirica e fantastica.
La metafora della vita, si dipana e diventa leggenda metropolitana, quali frammenti di esistenze diverse nel continuo peregrinare della mente, entro e oltre i limiti, influenzate e plasmate da incertezze e qualche frammento di certezza, che si sfalda al primo contatto con gli altri.
La sua percezione sensoriale, la spinge verso la ricerca della conoscenza dell’anima, che come un fiume in piena si dirama in mille rivoli di certezze e incertezze, e sono proprio queste ultime, che la spingono a levare in alto gli occhi alla ricerca di “quell’essere invisibile”, che possa darle serenità e forza di continuare a creare, donando agli altri la propria certezza e sensibilità, attraverso le proprie opere e la Fede.
L’itinerario creativo dell’artista, attraverso le sue tele, ferma il nostro tempo, un coraggioso strumento di visibilità del proprio io e quale indomita donna, continua a segnare il passo e si esprime, attraverso la propria arte tenuta insieme, dal forte sentimento creativo e la passione per la vita.
Un viaggio creativo il suo, che inizia con la nascita del nuovo lavoro, che attraversa le diverse fasi della vita artistica, prima di giungere a una conclusiva e intuitiva sicurezza, che accomuna positivamente tutti.
Ancora una volta, le opere dell’artista Bartolina lasciano il segno, per la delicatezza e viene a coprire un ambito di estremo interesse, che riesce come sempre, a rivolgersi a un pubblico interessato, che non ha fatto mancare il proprio consenso e plauso a questa bella iniziativa.
Le ragioni visive, la luce, l’emozione della creatività, giocano un ruolo primario di precedenti ricerche, che la portano a creare evanescenti creature che vivificano elementi fiabeschi, armonizzandoli con vibrazioni permanenti nella loro fisicità eterea, che è vista e vissuta come un continuo divenire.
Anna Sciacovelli