Diventare allevatori di api è una scelta coraggiosa per quanto riguarda la cattura degli sciami, ovvero quelle migliaia e migliaia di api che girano intorno e si posano su di te dappertutto. Se poi leviamo a loro, la fatica, non ne parliamo! Diventano incazzate e violente. Per questo è assolutamente necessario indossare indumenti protettivi come la tuta da apicoltore, guanti, scarpe e maschere. Chi pratica questo mestiere deve innanzitutto non aver paura e gestire il panico con la calma, una persona ansiosa non potrebbe farlo. Ma l’apicoltore cosa fa? In genere confondiamo apicoltore come colui che ricava del miele ma non è propriamente così perché l’apicoltore è colui che si prende cura delle api, veglia il loro sviluppo e ne ricava: miele, pappa reale, polline, propoli, veleno.
È importante che quando le api cercano un tronco d’albero o un altro rifugio naturale dove stabilire un nuovo habitat, vengano subito rapite. Ma se le api hanno già un habitat? Niente paura, l’apicoltore si munisce di una spazzola cospargendo un po’ di fumo, questo serve a distrarle e una volta colta l’attenzione dell’Ape Regina, tutte le altre api la seguono nella nuova casa. Durante la creazione del nuovo nido, le api non pungono e mantengono comunque sempre l’ambiente fresco all’interno per proteggere la Regina. Ma quando si smiela? Si smiela soltanto quando le api sono fuori dall’alveare e nelle giornate di sole, dalle 12.00 alle 15.00(ore calde) per ridurre il rischio di essere attaccati da uno sciame che nervoso può ribellarsi in quanto le api sono gelose del loro lavoro. È necessario mettersi la tuta e non scoprirsi mai perché specie in capo possono pungere in testa e tutte nello stesso punto.
Rosa Santoro